lunedì 1 giugno 2026

Val Vigezzo - Monte Loccia di Peve (2127m)

Oggi riprendiamo e allunghiamo il tour abortito lo scorso anno .

Start da Masera (300m), salita su asfalto a zero traffico e medie pendenze fino alla stupenda alpe Pescia (1420m) . Tonificante spintage , prima boschivo , poi su pratone e infine vertical per arrivare alla Croce di Rovareccio (1760m) . Breve pedale poi di nuovo in spinta su cresta e si arriva al monte Alom (2011m) . Perdiamo un po' di quota e con un ultimo sforzo (breve tratto di cresta piu' complicato ma aggirato su ottima traccia) siamo al monte Loccia di Peve (2127m).
Panorama a 360 gradi spettacolare , si raggiungono tutte le cime dell'Ossola , posizione privilegiata sul Pizzo La Scheggia (2466m) . Pranzo e si scende : si parte con un suggestivo vertical e si arriva al passo della Margina (1979m) . Si scarta a destra e si raggiunge l'alpe Buriale (1890m) . Da qui fino all'ingresso del bosco (ai 1550m circa) parte un sentiero incredibilmente bello e tecnico , da chiappe strette , si viaggia su sentiero largo una spanna in ottimo stato . Passiamo di continuo da tratti relativamente semplici a tratti molto esposti . Gli attraversamenti dei torrentini sono piu' problematici perche' in pessimo stato e obbligano all'appiedamento , ma sono tratti brevissimi . Fin qua una discesa top . Poi inizia una fase boschiva piu' soft , sentiero con leggero fogliame e sempre ben visibile , si continua per un breve tratto con un saliscendi , infine giu' di nuovo su divertente single track . Arrivati sopra Piodabella (1150m) il sentiero improvvisamente diventa quasi in stato di abbandono , qualche tratto invaso da vegetazione e qualche albero caduto . Al belvedere (1080m) troviamo i lavori di ampliamento di una gippabile e raggiungiamo Albogno (1000m) . Proseguiamo in discesa su divertente single track boschivo (qualche passaggio interessante tra rocce) fino a Coimo (800m) , poi sempre su larga gippabile fino a Mozzio (740m) . In localita' il Maglio parte un bellissimo rue col quale avrei dovuto raggiungere Paiesco (e' la Via del Mercato) ma informazioni giunte la settimana prima mi hanno comunicato che piu' avanti il sentiero è franato e in stato di abbandono (un amico e' sceso dall' Alom con il sentiero M05 che passa dall'alpe Valendra e anche questo e' da evitare) . Non rimane che terminare su noioso sterrato attraversando il ponte a sinistra prima della galleria , arrivare a Verigo e rientrare a Masera . Tour consigliato con temperature piu' miti , bellissimo il tratto in cresta che porta alla cima di giornata e discesa selvaggia sporcata solo nel finale.


2100 metri D+
8 ore
31km
Traccia: Loccia di Peve











domenica 31 maggio 2026

Tra Val Vigezzo e Onsernone - Bagni di Craveggia

Start da Craveggia (900m), caldo torrido gia' di buon mattino . Agile salitona pedalata , tutta all'ombra , fino alla Colma (1673m) , poi tratto di sterratone e ai 1850m circa , taglio su ottimo traverso parzialmente pedalabile fino alla Bocchetta della Cima (1955m) . Qui parte un altro traverso bellissimo , un gioiello da percorrere assolutamente se prevedete un tour da queste parti : niente di particolarmente difficile , si percorre quasi interamente in sella , passando per l'alpe Casariola (1820m) fino all'alpe Motto di Sotto (1720m) . Da qui si prosegue ancora su ottimo sentiero con tornantismo , lunghissimo , man mano si prosegue e diventa boschivo (fogliame ma nella norma) la pendenza si attenua e la distanza tra tornanti aumenta . Arriviamo in relax ai Bagni di Craveggia (980m) , celebri per le sorgenti di acqua termale . Pranzo e si risale in sella costeggiando il Rio dei Bagni (alcuni saliscendi per evitare tratti franati) . All'alpe Fondo Monfraccio (1077m) spingiamo sulla la "Via del Legno" , sentiero boschivo curatissimo , ma all'alpe Cortaccio di Vocogno (1166m) cicchiamo clamorosamente : invece di scartare a destra e proseguire sull'M49 , tiriamo dritti sull'M47 fino a un punto in cui ormai e' tardi per cambiare idea . Sentiero non molto frequentato ma comunque ben segnalato , parecchio fogliame problematico nel tratto boschivo . Gia' con la testa al prossimo tour per includere il tratto non percorso , si passa dall'alpe Peccio di Vocogno (1303m) , si spinge faticosamente fino all'alpe Motta Bugiola (1627m) e si arriva finalmente nei pressi dei laghetti di Muino (1900m) . Piacevole taglio a tratti pedalato fino alla omonima bocchetta (1977m) , poi si scende su breve tratto di toboga spacca cerchi , e si arriva su sterratona alla Colma di Fuori (1620m) . Discesa interamente da dimenticare , cercate una alternativa se passate di qua (per es. dalla pista DH ndr) : mulattiera scassata mai ripida , monotona e in pessimo stato . L'abbiamo percorsa per circa la meta' poi ci siamo stufati e abbiamo concluso su gippabile :-( .

In conclusione e' stato un tour per meta' anonimo ma propedeutico per il prossimo gia' in canna :-) , stupendo il tratto in valle Onsernone che scende dalla Bocchetta della Cima .

2100 metri D+
10 ore
32km













domenica 17 maggio 2026

Becca di Nona 3142 m Ed. 2026

17/5/26. Siamo almeno 1 mese in anticipo sulla tabella di marcia ma le webcam di Pila fanno ben sperare sulla fattibilità anche se la ciurma mostra qualche perplessità. Andiamo a vedere.

Per l'edizione 2026 semplifichiamo la prima salita e velocizziamo la discesa finale.
Start quindi da Plan Felinaz 500 m invece del solito Moulin.
Subito rampette verso Charvensod poi sciallo deserto su bitume con 1 taglio stupido.
Tutto il resto è da manuale attraverso il Vallone di Comboé e le sue feroci rampe mortali.
Già solo il pianoro dei 2100 vale la giornata con un contrasto incredibile tra l'inverno innevato tutto attorno e l'incredibile becca già quasi estiva.
1000 m di disagio certificato ma con 1 solo nevaio attorno ai 2900 m da passare con prudenza.
3142 m ! Aria frizzante, paninetto vegano e zö !
Sentiero con qualche micro frana nuova in alto ma sempre perfetto e godibilissimo (lasciando i passaggi mortali agli alieni) con panorama follia. A seguire sentiero della cascata (fuori scala) e Ru di Ponteille fino a Le Pousses. Come detto evitiamo la solita deviazione per Matsaouchy e seguiamo il percorso classico della skyrun Aosta-Nona. Veloce e banalotto tranne qualche tratto più tecnico (occhio a una deviazione inutile in traccia). Sopra Charvensod aggiungiamo una bonus track con richiamino da 100 e sentierino finale molto molto carino e degno finale di un gran giro.

In conclusione: edizione 2026 emozionante e di bellezza unica con condizioni entusiasmanti per essere solo metà maggio.

Distanza: 40 km
Dislivello: 2800 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Duro++
Traccia Gps: Becca di Nona 2026






























sabato 16 maggio 2026

Tra valli Antrona e Anzasca - Pizzo Castello (1607m)

Start da Piedimulera (260m) , riscaldamento (consigliato) fino a Villadossola e si va a predere la pastorale bitumata che sale all'alpe San Giacomo (1320 m). La salita e' veramente tostissima , pochi tornanti , pochi tratti per rifiatare . Si passa dall'alpe Vancone (980m) , poi all'alpe Basciumo (1120m) . Qui si prosegue su largo sterrato al limite della pedalabilita' fino all'alpe Baldana (1220m) , dove finalmente si pedala per un breve tratto in relax per poi arrivare in facile spinta all'alpe San Giacomo (1320m) . Un posto magnifico , dove troviamo l'omonimo rifugio del CAI di Villadossola e uno splendido scorcio sul lago Maggiore . Si risale in comodo spintage tra fogliame per poi intercettare un sentiero , per alcuni tratti esposto, che sbuca sulla cresta che separa le due valli . Breve risalita e siamo in cima al pizzo Castello (1607m) , punto panoramico sul fondo di entrambe le valli Antrona e Anzasca, vista magnifica . Pranzo e si scende : tutto ciclabile anche in alcuni punti vertical , la cresta si percorre in discesa su tracciato boschivo in ottime condizioni , qualche brevissimo sali scendi e si sbuca al laghetto della Colma (1500m). Un altro breve tratto , si arriva all'alpe Erbalunga e da qui giù in picchiata verso Drocala . Primi 30 metri invasi da vegetazione , poi si trasforma in un lungo sentiero molto tecnico e vario . Tornanti sempre a gomito , i tratti rettilinei in equilibrio su traccia strettissima , non sempre pulita ma con grip . Si entra e si esce di continuo dal bosco . Siamo al 98 % in sella, i tratti a piedi sono pochi e brevissimi , in qualche punto si deve reintercettare il sentiero causa alberi caduti. Disagio assicurato . Si arriva belli soddisfatti a Drocala (940m) e qui , invece di prendere il sentiero che porta diretto a Castiglione (che avevo testato tempo fa e che consiglio per concludere il tour) , decido di proseguire per Ielmala (680m) : la discesa prosegue benino ma si trasforma presto in una mulattiera ripidissima e scivolosa , quasi interamente a gradoni , non mi è piaciuta ma non la sconsiglio del tutto. Menzione d'onore al tratto centrale da Ielmala a Castiglione , anche qui una bella mulattiera verticale tutta a tornanti stretti , con la presenza , nei molti punti esposti , di una ringhiera laterale . Da Castiglione si prende la Via del Pane verso Miggianella , un divertente saliscendi che attraverso Meggiana e Cimamulera ci riporta allo start (da Castiglione a Miggianella due tratti franati , le transenne in precedenza c'erano ma erano spostate come se fosse libero il passaggio).

In conclusione: tour inaspettatamente bello e completo anche a quote basse, panorami stupendi, discesa top, la faticaccia della salita viene ricompensata interamente.

1900 metri D+

8 ore

25km

Traccia: Pizzo Castello 1607 m










 

sabato 2 maggio 2026

Becca d'Aran 2953 m a km0

E' risaputo, i prodotti a km 0 hanno notevoli vantaggi: hanno filiera corta, sono stagionali, hanno maggior gusto e minor impatto ambientale ... ma soprattutto offrono mooolto più disagio !

Start dalla Capitale, orario aspirante rubagalline 07.00, 2 gradi.
Breve riscaldamento e subito un bel 34 da Chamois che non fa mai male e visto che siamo in anticipo andiamo a recuperare la banda di Ciaparatt in partenza da Maen. Tutto il sentiero è in condizioni Top (qualche piccola frana nei punti più esposti).
Oggi incredibilmente il Gruppo Vacanze Piemonte è composto da ben 6 disagiati e le tappe brioscina e cafferino sono inevitabili. Cheneil è subito lì a 600 m di pedale su strada. La stagione è proprio all'inizio e i versanti non in pieno sole sono ancora inaccessibili alle ruotone.
Si sale quindi contromano dal 29 ammirando l'inverno sul lato opposto della conca. Come atteso nevai estesi consigliano di attraversare il torrente Cheney e di passare dagli alpeggi in rovina di Ledzan (quasi 2700 m, credo i più alti della VdA). Tra una spintarella e una foto da 100 euro si arriva per facili roccette alla meravigliosa croce di vetta: 2953 m. Marooo ! Oggi veramente accecante.

Discesa on: due passi a piedi per scendere dalla torre sommitale e via. Prima sempre strettino poi si slalomeggia tra nevai ignorando il sentiero ufficiale ma trovando spesso vecchie tracce agibili. Il canale della morte è sempre S5++ ma tutto sommato passa via veloce avendo tagliato la parte alta.
Bon, via di lussuria giù giù sull'AV (ancora neve prima parte sotto Cheneil) fino al richiamino per Fontaney per la cecità di tornanti moquettati. Se è troppo porno lo tolgo dalla traccia.
Ammutinamento di coca cola in paese e si risale qualche cento per la seconda dose di lussuria sul magico sentiero Falegnon-Mont Mené (in teoria la poderale per Promoron sarebbe ancora chiusa per frana).
Le decine di tornanti ci atterrano direttamente alla macchina per la birra finale. Finale ? non sia mai. Abbiamo ancora qualche spruzzo di tecnicismo sul nuovo sentiero di fondovalle e la risalita per la capitale ignorando l'asfalto il più possibile. Power save on e alle 19.30 chiudiamo il loop.

3250 m di m di bellezza !

Distanza: 61 km
Dislivello: 3250 m
Tempo: 12 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Duro++
Traccia Gps: Aran3k