Start da Susa daun taun 500 m.
Pedale infinito e spaccaculo con un paio di tagli forestali fino al Trucco 1700 m e poi ancora con qualche discesina fino all'Alpe Arcella 2000 m (dove poco prima ritroviamo il buon Fabio già di ritorno dal Rocciamelone !).
Bon, fine. Si taka zu su evidente sentiero fino al bivio dei 2170 m per la Capanna Ravetto dove parte la lunghissima cresta che ci conduce in cima. Non ci sono passaggi difficili ma solo sudore e panorami (per il momento). Ultimi 100 m sempre semplici ma ripidiZZimi.
Croce, 2965 m !
Croce, 2965 m !
Panorama teorico Top con il lago Malciaussia sotto i piedi ma oggi limitato dalle nebbie incombenti anche se nuvole scenografiche valorizzano quel poco che si vede.
La cosa più logica sarebbe, vista la bella cresta ben ciclabile appena collaudata, tornare dalla via di salita ma invece senza troppo pensarci ci lanciamo verso il Colle Croce di Ferro 2558 m su versante opposto. Si parte molto bene ma purtroppo le nebbie ci avvolgono ora completamente rendendo la visibilità modello novembre padano e quindi difficile prenderere confidenza con solo 2-3 m di sentiero appena visibile. Comunque sia a parte 2 o 3 puntualissimi passaggi fattibili solo dagli alieni si viaggia bene con navigazione strumentale IFR. Peccato.
Qualche innocuo nevaio sotto la Capanna e poi traverso a tratti esposto e quasi completamente NC-NR (circa 1000 m lineari). Verso i 2300 m finalmente si punta decisamente a valle con una notevole serie di tornanti fino a Balma Balmafol 1940 m. Non troppo difficili di per sè ma su fondo "bagnacauda" con rolling stones e pietroni vari. Molto fisico con continue correzioni di traiettoria. A Balmafol il fondo peggiora ulteriormente con solo più ortiche e merda di capra inizialmente e poi sempre fondo sporco ma su sentiero comunque interessante. Al tornante dei 1350 m deviamo su veloce forestale per poi risalire a spinta ad un colletto senza nome. Qui si entra in Vietnam dove il potenzialmente bel sentiero è completamente invaso dalla vegetazione. L'avete voluto il Disagio ? Eh mo' dovete soffrire. Si scende leggermente, si risale a colpi di machete e siamo pronti per la discesa. I prossimi 400 m sono interessanti e sanguinosi ma al limite della percorrenza. Atterrati a Campobenello improvvisamente il bellissimo e a tratti tecnico sentiero ci sembra una ciclabile del Villoresi: visibilità e niente coltellate negli stinchi, maroo! Bello e divertente.
Si rientra al solito in città per Foresto e la sua provvidenziale fontanella.
In conclusione: giudizio parzialmente sospeso a causa delle condizioni al limite ma rivedendolo anche solo con a/r potrebbe diventare appetibile per i non estremisti del disagio.
Distanza: 50 km
Dislivello: 2900 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia gps: M. Palon 2965 m
La cosa più logica sarebbe, vista la bella cresta ben ciclabile appena collaudata, tornare dalla via di salita ma invece senza troppo pensarci ci lanciamo verso il Colle Croce di Ferro 2558 m su versante opposto. Si parte molto bene ma purtroppo le nebbie ci avvolgono ora completamente rendendo la visibilità modello novembre padano e quindi difficile prenderere confidenza con solo 2-3 m di sentiero appena visibile. Comunque sia a parte 2 o 3 puntualissimi passaggi fattibili solo dagli alieni si viaggia bene con navigazione strumentale IFR. Peccato.
Qualche innocuo nevaio sotto la Capanna e poi traverso a tratti esposto e quasi completamente NC-NR (circa 1000 m lineari). Verso i 2300 m finalmente si punta decisamente a valle con una notevole serie di tornanti fino a Balma Balmafol 1940 m. Non troppo difficili di per sè ma su fondo "bagnacauda" con rolling stones e pietroni vari. Molto fisico con continue correzioni di traiettoria. A Balmafol il fondo peggiora ulteriormente con solo più ortiche e merda di capra inizialmente e poi sempre fondo sporco ma su sentiero comunque interessante. Al tornante dei 1350 m deviamo su veloce forestale per poi risalire a spinta ad un colletto senza nome. Qui si entra in Vietnam dove il potenzialmente bel sentiero è completamente invaso dalla vegetazione. L'avete voluto il Disagio ? Eh mo' dovete soffrire. Si scende leggermente, si risale a colpi di machete e siamo pronti per la discesa. I prossimi 400 m sono interessanti e sanguinosi ma al limite della percorrenza. Atterrati a Campobenello improvvisamente il bellissimo e a tratti tecnico sentiero ci sembra una ciclabile del Villoresi: visibilità e niente coltellate negli stinchi, maroo! Bello e divertente.
Si rientra al solito in città per Foresto e la sua provvidenziale fontanella.
In conclusione: giudizio parzialmente sospeso a causa delle condizioni al limite ma rivedendolo anche solo con a/r potrebbe diventare appetibile per i non estremisti del disagio.
Distanza: 50 km
Dislivello: 2900 m
Tempo: 10 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia gps: M. Palon 2965 m





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