domenica 13 settembre 2026

Monte Niblè 3365 m Gran Tour

"Meglio da ripetenti che dal divano" cit.

Ripetiamo il Niblè dopo la prima di Fabio dell'anno scorso ma con inedita ed estetica traccia assassina ad anello.

Start dal Forte di Exilles 860 m, orario da rubagalline. Acqua. Colazione di pedale infinito fino a Grange della Valle 1780 m su asfalto a quest'ora quasi deserto. Appena sopra parte il sentiero prima un pò rustico poi dalla piana di Miaraoura 2050 m un lunghissimo serpentone a tornanti ampi e molto distanti. A tratti anche pedalabile quindi poco efficace in termini di gaudagno quota. Si arriva quindi al Passo di Clopaca 2744 m proprio sotto le pendici dell'obiettivo di giornata e in lontananza il Rocciamelone e Susa.

Prossima tappa Rifugio Vaccarone quasi alla stessa quota ma distante circa 4 km fatti di più che discreta ciclabilità ma comunque con molti su e giù. Merendina e si riparte. Dopo le prime spintarelle il sentiero si mantiene inaspettatamente pedalibile in ambiente (ex) glaciale tra morene e laghi d'alta quota. Solo qualche tratto di Portage per passare da una morena all'altra ma poca roba fino al bivio tra colle inferiore e superiore 2900 m. Poco dopo il "sentiero" si impenna e rimane un dedalo di provvidenziali ometti da seguire con attenzione e molta fatica. 3160 m, Colle dell'Agnello Superiore: la finestra sul lago d'Ambin e il suo ghiacciaio toglie il fiato. Altro giro altro traverso, questa volta più breve e tutto su lastroni levigati dal ghiacciaio Ferrand oramai in rapido ritiro. Sicuramente discontinuo per vari salti di roccia ma con tratti di riding da incorniciare e ricordare nei lunghi inverni di astinenza.

Si perde così un centello fino ad andare a prendere la traccia per la cima. Cambio assetto ma stessa faticaccia pur senza pericoli e con ramponi nello zaino. Sbucati sulla spalla gli ultimi cento sono ben tracciati su sentiero ma sempre ripidiZZimi.

Monte Niblè 3365 m, 9h di salita ma un panorama d'eccezione e sole di settembre che permette di radiografare tutte le Alpi di NW. Marooo !

Discesa ON: si parte Instagrammabili su facile cresta e si continua con breve ed estetico anello (qualche passetto a piedi) sull'ampia spalla per poi ritornare sulla via di salita. Fino al Colle d'Ambin 2897 m rimane sempre discontinuo (soprattutto i primi m, il canalino e in prossimità del bivacco) ma comunque non senza tratti ciclabili goduriosi (io sono passato dal ghiaione che ricopre il ghiacciaio ma anche le rocce di salita sono buone).

Dal Colle il sentiero precipita caoitcamente per almeno 2-300 m e i metri in sella sono solo simbolici.

Man mano che si scende le cose migliorano ma rimane sempre perfido fino ai 2600-2500 m, peccato però che una banale e dolorosa caduta (a piedi !) mi abbia tolto la kazzimma necessaria per aggredire un delirio del genere. Moltissimi passaggi rimangono comunque veramente challenging e diveri ripidissimi tornantini a chiocciola e fondo smosso richiedono magie tecniche fuori portata. Finale scorrevole ma non troppo. Dopo tutto sto disagio il sentiero da Grange della Valle sembra l'autostrada del sole e in effetti non ci sono particolari difficoltà ma si scende veloci per tagli fino a S.Colombano e poi proprio sopra il Forte su fondo più interessante.

In conclusione: girone dal Disagio spinto, molto lungo per varie discontinuità / traversi che può essere interessante solo per disadattati del Ciclo.

Distanza: 41 km
Dislivello: 2800 m
Tempo: 13 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile++
Condizione fisica: Molto Duro++
Traccia gpx: Monte Niblè 3365 m Gran Tour














































lunedì 7 settembre 2026

M.Avril 3347 m Edizione 2026

Anche le più belle poesie di tanto in tanto vanno ripassate magari anche aggiungendo qualche nuovo verso. Mont Avril 3347 m, edizione 2026.

Start da Ollomont 1380 m, ampio parcheggio visitatori miniere. Subito pendenze proibitive ma brevi come riscaldamento per raggiungere il bellissimo e caratteristico Ru de Chanté (galleria buia ma percorribile a tentoni, la bici passa al pelo) che ci conduce belli come il sole fino a Barliard per una delle salite pedalabili più dure della VdA. La gamba è forgiata dai disagi agostani e i 400 m vanno via belli sudati senza l'onta del piede a terra (acqua a Chevrière). A seguire altra meraviglia lungo tutto il Ru de By (lavori in corso poco prima del passaggio nella roccia ma si passa anche senza seguire la deviazione che lo bypassa) con bella discesina finale. Ricongiunti con la sterrata principale questa volta la percorriamo solo fino 2270 m dove deviamo come fatto per la Tête du Filon. A 2480 m il pedale finisce e si sale ripidi in portage fino ad intercettare il sentiero vero e proprio a 2600 m. Stupendo ! Un traverso in leggera discesa che aggira l'estetico Dente di Ansermin dove la difficoltà maggiore è evitare di calpestare il mare di stelle di alpine con vista totale sulla conca e tutta la catena frastagliata del Rion.
Molto bene. Atterrati alla piana del torrente non rimane ora che la lunga ascesa alla cima via Fenetre de Durand 2797 m. Come da tradizione gli ultimi 500 m sono ulteriormente disagiati da vento patagonico.
3347 m, vetta prenotata in totale solitudine per il paninetto più buono e panoramico del mondo.

Discesa ON: quest'anno forse con un pò di kulo nelle linee zero penalità surfando tra i mille tornanti di sfasciumi e fermandosi solo di tanto in tanto per ammirare l'imponente parete del Glacier. Trop bel !
Ripassati dalla Finestra ovviamente si ripercorre il sentiero di andata con passaggi molto impegnativi fino a poco sotto Thoules dove si cambia assetto. Altro trecentello di Portage ma piacevolmente intervallato da qualche tratto ciclabile in contesto glaciale magnifico (riusciremo mai a fare il Glacier in bici prima della RSA ? 😂) e siamo finalmente al Bivacco Regondi 2560 m. Perla a 5 stelle tra i laghi Baseja, Leita, Inclousa e Cornet. Siamo al Top non ce n'è per nessun krapfen del Trentino di turno.

Zö de lè, si ma ocio perchè il fondo è insidioso e scarliga biker fino al lago Inclousa.
2 passetti a piedi per pietraia e via su altro Ru ciclabilissimo (tubo acqua rompe un pò i maroni inizialmente) fino alla panoramicissima Punta Cornet 2389 m.
Vento in ulteriore rinforzo ma 1 min di contemplazione è d'obbligo, giù.
Sentiero pennellato fino al colletto poi un po' sbrisolone ma ottimamente tortuoso e impegnativo. Il fondo va via migliorando e compattandosi ma sempre con traccia molto single. Menzione d'onore ai tornanti prima di Berrio Damon. Da qui parte altro sentiero nuovo per me ma già mappato dal Lazza 3 anni fa. Lussuria totale. Un pò timidino inizialmente poi tracciato esaltante con fondo assolutamente perfetto e sempre più tortuoso con tornanti dell'aMMore a nastro. Bello assai !
A 1550 m il sentiero precipita in un canalino roccioso ma è perfettamente attrezzato con scalini metallici e corrimano. Immediatamente a seguire altri tornantini alieni poi ancora tecnicismo esposto (anche molto quindi da valuare bene i costi/benefici). Finale più scorrevole ma sempre di qualità.
Atterriamo alla macchina con zero trasferimento.

In conclusione: edizione 2026 esaltante per le nuove varianti introdotte.

Distanza: 41 km
Dislivello: 2800 m
Tempo: 11 h
Difficoltà tecnica: Molto Difficile
Condizione fisica: Molto Duro
Traccia gpx: M.Avril 2026




traverso sotto il Dente Ansermin

traverso sotto il Dente Ansermin

Lago Durand

Mont Avril 3347 m

Verso il Cioccolato

Ghiacciaio Mont Durand

Poser 1

Poser 2

Dal Rifugio Regondi

e il Glacier ? si accettano volontari

Punta Cornet 2389 m

Punta Cornet 2389 m

XXX

ben attrezzato

i primi tornantini dopo il tratto attrezzato sono da mini bike